ASSEMBLEA GENERALE DEGLI ISCRITTI 2009
RELAZIONE DEL PRESIDENTE

I contenuti e le modalità della Formazione pre e post laurea e long-life, non sono eleganti esercizi culturali o occasioni per vivaci baruffe, ma questioni strategiche che profondamente caratterizzano il futuro della nostra professione, perché incidenti e determinanti il nostro grande e forse unico patrimonio sociale: la qualità delle conoscenze e delle competenze.
In altre parole non si deve perdere occasione per ribadire al mondo universitario che l'Ordine è il garante della professione al di sopra ed al di là di ogni rivendicazione di primogenitura degli aspetti formativi e che ogni sforzo va altresì fatto per coagulare intorno ad un progetto di integrazione anche il mondo della ricerca che oggi è solo in quota parte presente nell’Università.

Foto Dott. Antonio Bardi - Tesoriere Ordine Medici Siena

Per questo ci sforzeremo di dialogare, in modo quanto più costruttivo, con la facoltà di medicina perché dobbiamo essere quanto più  sinergici ,stante, la  attuale grave crisi del paese, sia economica che di valori.
Il presente è anche la formazione dei futuri medici.

L’Università, responsabile della Formazione, è sovente oggetto di critiche, perché si vorrebbe una classe di medici con maggiori competenze, con un adeguato e completo bagaglio di conoscenze ( il SAPERE), di capacità di comunicazione ed interrelazione (il SAPER ESSERE), di capacità professionali ( il SAPER FARE).
I Laureati in Medicina e Chirurgia sono criticati, e con loro il sistema di formazione, per essere carenti nel sapere, nel saper essere, nel saper fare. Ritengo che l’Università debba certamente adeguare i propri ordinamenti didattici alle esigenze che la scienza e la nuova società impongono, ma talune anomalie sono lo specchio, non delle carenze dell’Università, ma della società che cambia.

Foto Dott. Piero Paladini - Presidente Collegio Revisori dei Conti

Il futuro è rappresentato da nuove tecnologie e nuove terapie che talora creano sconcerto perchè  ritenute o superflue o troppo costose. E’ impossibile, però, pensare alla medicina del futuro senza tecnologie, pur sottolineando che la  formazione di base tradizionale  riveste ancora  e rivestirà sempre un valore fondamentale ed irrinunciabile.

Il documento della commissione tecnico-scientifica dell’agenzia italiana del farmaco (AIFA) del 10 luglio 2007, ha fissato nuovi criteri per l’individuazione del grado di innovazione terapeutica dei nuovi farmaci. Benché l’innovazione terapeutica rappresenti un obiettivo importante per la salute pubblica, il documento sottolinea che un nuovo trattamento deve ritenersi “innovativo” solo quando offre ai pazienti benefici aggiuntivi rispetto alle opzioni già disponibili, indipendentemente dal meccanismo di azione.
Diventa indispensabile, pertanto, realizzare un monitoraggio intensivo sull’uso del farmaco, per verificarne l’appropriatezza prescrittiva e descriverne il profilo di efficacia, la tollerabilità e la sicurezza nella normale pratica clinica.
 Ed è per questo che nel mese scorso ho convocato e riunito l’apposita commissione, costituita tra ASL, Azienda Ospedaliera ed Ordine , che ha  cominciato a lavorare con compiti non solo di controllo, ma soprattutto di stimolo all’appropriatezza, con  sicure ricadute  economiche, sui cittadini e sugli stessi  medici.
I medici di medicina generale e gli specialisti tutti, diventano in questo modo gli attori del monitoraggio sull’efficacia e sulla sicurezza  dei nuovi farmaci, che li coinvolge e li rende compartecipi di un processo di innovazione di grande rilevanza. Il progresso in sanità si raggiunge con la capillarizzazione dei processi di qualità e di innovazione, non solo con la presenza di rare nicchie di eccellenza  o  con risparmi esasperati.

   
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