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ASSEMBLEA GENERALE
DEGLI ISCRITTI 2009
RELAZIONE DEL PRESIDENTE
L’avvio di questo cammino deve fare riferimento sempre al nuovo Codice Deontologico, un lavoro attento e partecipato che ha consegnato alla professione ed alla società un corpus di valori professionali unanimemente riconosciuti come innovativi e straordinariamente rigorosi sul piano etico e civile.
Cercheremo di sottolineare, con la dovuta incisività di iniziative informative, formative e culturali, l'importanza e la centralità della deontologia come prevalente riferimento etico, civile e tecnico professionale dell'atto medico.
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In questo campo si dovrà fare di più e meglio a partire da un processo sistematico di formazione pre e post laurea sulla deontologia medica come scienza umana, un manuale del buon esercizio professionale che non deve mancare al moderno professionista e questo tocca a noi e non ad altri.
La Commissione Nazionale ECM che si voleva sopprimere in una ventata regionalista che spazzava via il ruolo dei professionisti dal sistema della formazione continua, invece vive ed è quantomeno il simbolo di una Governance professionale non soccombente, vista la sua composizione paritetica Professioni/Stato-Regioni; e vive grazie ad un impegno forte della Federazione ed a una straordinaria unità al nostro interno e con tutti gli Ordini e Collegi delle professioni sanitarie.
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Foto La Sala
Tutto ciò, è stato rafforzato da un accordo Ordini –Regione Toscana che demanda agli Ordini la certificazione dei crediti formativi . Per questo è stata costituita una commissione regionale, alla quale partecipiamo, che studierà i criteri di pertinenza degli eventi formativi nel curriculum dei medici dipendenti e convenzionati.
Abbiamo politicamente investito nell’ECM per andare oltre questo progetto che, salvo alcune esperienze, non ha convinto né ha prodotto risultati di rilievo; per mettere in moto un disegno diverso, quello cioè della promozione, valutazione e garanzia verso i cittadini e le istituzioni, della qualità professionale fondata sugli obiettivi e sugli strumenti dello Sviluppo Continuo Professionale quali la formazione sul campo, la FAD, gli audit etc, lasciando libertà ed opportunità all’autovalutazione e al soddisfacimento dei bisogni formativi individuali.
In questi anni la Federazione nazionale ha posto con forza e fatto diventare una questione centrale la definizione di nuovi e più equilibrati rapporti tra sistema professionale e sistema formativo universitario a fronte di una emergenza che oggi si concentra sulle oggettive esigenze di innovare i contenuti e le modalità della formazione professionalizzante ma che già deve guardare con ottiche diverse alla programmazione dei fabbisogni per il prossimo quindicennio, stante la “gobba” di uscita dalla professione delle generazioni degli anni ‘70.
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